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LA PRIMA NEVE

Io li osservavo scendere dietro i vetri della finestra, guardando in alto contro il cielo scuro.
Ed è stato in quell'attimo che mi è riaffiorato un ricordo. Uno di quei ricordi che restano sepolti dentro,
per anni e anni, a volte per decenni interi. Poi un giorno, quando proprio non l'aspetti,
ti si presentano come un dono improvviso.

Per questo, nel momento in cui l'ho afferrato, in quell'attimo in cui me ne sono riappropriato,
ho provato una gioia incontenibile.
Come quella che si proverebbe se improvvisamente, qualcuno venisse ad offrirci la possibilità,
per una volta, per una volta soltanto, di rivivere un pomeriggio lontanissimo di quando eravamo bambini.

E questo è successo.
In quel mio portare gli occhi al cielo, in quel guardare,
nell'accecante bianco dei fiocchi, mi è sbocciato dentro,
il ricordo nitido, precisissimo, di un lontano pomeriggio di dicembre.

Me ne ero del tutto dimenticato e invece in quel mio guardare di ora,
mi è tornato in mente l'esatto mio guardare di allora, appena uscito di casa.
Ero un bambino di quarta elementare. Avevo finito i compiti quel pomeriggio e fuori
nevicava da qualche ora. La luce si stava già indebolendo. Fu allora che decisi di uscire sotto la neve.

In quell'attimo, in quel mio sguardo dentro la neve pesante e farinosa che scendeva abbondante, ho ritrovato ogni cosa.


Allora è tornato anche il mio gesto:
il togliermi guanti e berretta e posarli sul muretto sopra il soffice bianco.
L'aprire le braccia, le mani ben stese coi palmi all'insù,
per poi camminare cosi, con la faccia completamente girata verso il cielo.
E guardare nel bianco, fino a non poter tenere più gli occhi aperti. E continuare a camminare nel silenzio assoluto.
E camminare con gli occhi serrati, fino a non sentire più nulla, se non l'arrivo dei fiocchi sulla pelle.

Per quel bambino, quei fiocchi sul viso erano baci.
Ne era certo. Arrivava a sentire in quei fiocchi pungenti,
i baci che qualcuno lontano-lontano, invisibile ai suoi occhi,
gli voleva mandare. Quei baci, quei fiocchi.. erano lì, a dirgli che qualcuno l'amava

Aveva scoperto la sensazione indefinita di essere abbracciato dal cielo intero.
Per questo anche oggi la neve a quel bambino piace terribilmente.

Ecco perchè nell'attesa di una nevicata imminente quel bambino respira profumo di festa.

Ecco perchè ancora oggi, quando guarda cadere la neve, ritrova quell'amore segreto e si sente contento...




 

 

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